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domenica 15 marzo 2009

Crisi, l'allarme di Confindustria:«Emergenza reale, servono soldi veri»

Marcegaglia a Berlusconi: «Emergenza vera, non boutade mediatica.
Non vogliamo sussidi ma ossigeno»

PALERMO - «La crisi si sta aggravando, servono soldi veri su alcuni punti essenziali». A Palermo per il convegno biennale della Piccola Industria, Emma Marcegaglia non risparmia mezzi termini sull'entità della crisi. La crisi «è un'emergenza vera. Non è una boutade mediatica» ha detto Emma Marcegaglia, sottolineando con forza che questo «è il momento di usare il linguaggio della verità: rischiamo di perdere i veri campioni del made in Italy». «Tacere - ha aggiunto - significherebbe tradire il Paese». Poi un appello rivolto direttamente al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Se non si agisce in fretta e non si stanziano fondi veri» le imprese rischiano di fallire. «Ci rivolgiamo a lei - ha detto la Marcegaglia riferendosi al premier - perché il governo sia pienamente consapevole della gravità della situazione e assicuri il sostegno alle imprese». «È venuto il momento - ha scandito - di una risposta da parte sua, signor presidente. Adesso servono soldi veri».

«FONDI SUBITO» - «Siamo responsabili e conosciamo bene le difficoltà del debito pubblico e delle condizioni internazionali per il suo finanziamento - ha proseguito Marcegaglia -. Noi imprenditori vogliamo dare risposte continuando a investire. Ma proprio per questo i denari a sostegno delle imprese devono essere veri, certi e arrivare subito. Non chiediamo sussidi, ma ossigeno per poter sopravvivere alla tempesta ed essere poi in grado di cavalcare la ripresa appena arriverà. E siamo tra i pochi - ha precisato - che ancora pensiamo che, se agiamo bene, potrà arrivare alla fine di quest'anno». La presidente degli industriali ha quindi invitato a porre al centro l'impresa «senza perdere altro tempo». «Bene gli ammortizzatori sociali, bene l'aumento dell'indennità ai cocopro. Ma c'è un'emergenza ancora più fondamentale della disoccupazione. - ha specificato - Se migliaia di piccole imprese chiudono e spariscono, i disoccupati potranno anche avere tutti l'assegno di disoccupazione ma poi non avranno dove tornare a lavorare».

INCONTRO - Il premier e la presidente di Confindustria, sentitisi telefonicamente dopo l'intervento della Marcegaglia a Palermo, si sono dati appuntamento martedì pomeriggio per un confronto sulla grave crisi economica e sui provvedimenti urgenti da prendere.

LE RICHIESTE - Gli industriali, ha spiegato la loro leader nel corso del convegno nel capoluogo siciliano, chiedono un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, l'avvio dei cantieri anche più piccoli e uno sgravio fiscale per «le imprese che fanno uno sforzo importante nel capitalizzare». «Non vi è dubbio - ha infatti aggiunto la leader degli industriali - che le aziende con poco capitale non riusciranno a sopravvivere». Il credito è la prima cosa che industriali chiedono, «perché è essenziale per la sopravvivenza delle imprese. Non vogliamo vedere i conflitti istituzionali che oggi vediamo - ha aggiunto Marcegaglia -, ma una grande collaborazione tra Banca d’Italia e Governo, tra imprese e banche perché da questo dipende la sopravvivenza delle imprese».

«I DATI? NON SONO DRAMMATICI» - Per affrontare la crisi occorre mettere in piedi «qualcosa di coesivo», qualcosa che coinvolga maggioranza e opposizione «sia sul territorio sia a Roma»: questa la proposta dell’ex ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, che nel corso del suo intervento al Forum di Confcommercio a Cernobbio ha sottolineato la necessità in questa fase di «tavoli di crisi e di solidarietà. Dei luoghi di convergenza, sia sul territorio sia a Roma, dove ciascuno deve dare la propria disponibilità». A Cernobbio Bersani ha anche lanciato l’allarme evasione fiscale, invitando il governo a reintrodurre con decreto le norme approvate dal governo Prodi. Parole più rassicuranti sulla crisi economica sono arrivate invece da Maurizio Sacconi. Arrivando al convegno di Rete Italia a Riva del Garda, Il ministro del Lavoro ha assicurato che «i dati ci segnalano una difficoltà crescente, ma non sono drammatici se li confrontiamo ad altre stagioni del passato».
Fonte:www.corriere.it
14 marzo 2009

sabato 14 marzo 2009

Il governo accelera, piano casa per decreto.

I «paletti» della Lega sul progetto edilizio: sì solo se per le case popolari sarà data priorità agli italiani







Manifestazione sotto Montecitorio contro il piano casa (Eidon)

ROMA — Parola d'ordine: agire subito. Sul piano casa Silvio Berlusconi vuole un decreto legge entro una-due settimane perché, ha spiegato ieri in Consiglio dei ministri, «siamo inondati di fax e messaggi di cittadini che chiedono informazioni e vogliono partire coi lavori ». C'è un sondaggio, ha aggiunto il presidente del Consiglio, che dimostra come, dopo l'annuncio del piano casa, i consensi al governo siano aumentati. Non bisogna quindi deludere le aspettative, secondo il premier. Che ha spiegato anche di voler contrastare «la campagna di disinformazione della sinistra» che parla di «cementificazione » e rischio di sanatorie edilizie. Ma secondo Pier Luigi Bersani diffidare è d'obbligo: «Con le sue sette ville Berlusconi se ne fa un'altra».

Nel Consiglio dei ministri, che ha varato anche il raddoppio dell'indennità per i precari, il piano casa ha ricevuto apprezzamenti anche dai ministri della Lega. Ma ieri sera il capogruppo alla Camera, Roberto Cota, ha detto che il sì del Carroccio ci sarà solo se sulle nuove case popolari verrà data priorità agli italiani. Sul versante dei provvedimenti per i lavoratori la Lega chiede invece una «moratoria sui mutui casa per chi ha perso l'occupazione ». La prossima settimana, come ha proposto il ministro per il Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ci sarà una conferenza Stato-Regioni per presentare ai governatori il piano casa. Alle nuove norme, che dovrebbero abolire il permesso di costruire (sostituito da un'autocertificazione del progettista) e consentire l'ampliamento del 20% del volume delle case (compresi garage o dependance) e la possibilità di abbattere e ricostruire più grandi del 30-35% immobili edificati prima del 1989, il governo assegna una forte valenza anticrisi.

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha sottolineato la spinta che può dare all'occupazione. Lo stesso ministro ha quindi illustrato il pacchetto di emendamenti (al dl incentivi in discussione alla Camera) per rafforzare gli ammortizzatori sociali. L'indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto con un solo committente passa, per il 2009, dal 10 al 20% di quanto percepito l'anno prima. In ogni caso l'una tantum non potrà superare 2.600 euro. La spesa prevista è di 100 milioni. Vengono riviste le procedure per l'erogazione della cassa integrazione. Obiettivo del governo: ridurre i tempi medi da 140 a 25 giorni. Sempre per il 2009 si prevede la possibilità di accedere ai lavori occasionali stagionali, per i quali vengono già utilizzati i pagamenti con voucher, anche ai lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione. Ma per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, «il governo fa poco»: una «elemosina che toccherà il 10% dei precari ». Al contrario, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, dice: «Il dialogo col governo paga. Ora potenziamo i contratti di solidarietà».
Fonte:www.corriere.it
Enrico Marro
14 marzo 2009

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