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venerdì 3 aprile 2009

G20, accordo contro la crisi

Stop ai paradisi fiscali, niente bonus per i manager che falliscono e maggiori risorse per la ripresa economica. Sono questi i pilastri dell'accordo raggiunto al vertice del G20.

Il presidente francese Sarkozy fino all'ultimo si è battuto per la definizione di una lista nera dei paradisi fiscali contro Gordon Brown che avrebbe voluto chiudere subito. È stato deciso che sia l'Ocse a pubblicare l'elenco delle zone franche dal fisco. Berlusconi ha ottenuto che nel documento finale venisse inserito il riferimento al social summit di Roma e un forte richiamo alla dimensione umana della crisi, ovvero la necessità di sostegno e protezione a coloro che soffrono direttamente la crisi, in particolare chi ha perso il posto di lavoro. Il vertice di Londra ha trovato un faticoso punto di equilibrio ma restano comunque distanti le filosofie di fondo che ispirano gli Stati Uniti (pronti a nuove iniezioni di denaro fresco nei circuiti economici per fermare le crisi) e la Vecchia Europa (attenta alla crescita del debito e convinta della necessità di una nuova moralità e di nuove regole di governance finanziaria internazionale).

Il G20 ha anche deciso l'introduzione di «nuove regole» a livello globale sugli stipendi e i bonus dei dirigenti delle grandi aziende, la regolamentazione più stretta per gli hedge fund e le agenzie di rating del credito e un'azione comune per «ripulire» le banche dagli asset tossici. «Non ci saranno più bonus per chi provoca fallimenti», ha detto Gordon Brown, e le retribuzioni dovranno riflettere la performance, mentre i nuovi vertici delle istituzioni finanziarie dovranno essere assunti sulla base del merito». Poi ha sottolineato l'intesa di fare il necessario per far tornare a crescere l'occupazione e ripristinare la fiducia nel sistema finanziario. Berlusconi ha insistito sull'ottimismo: «la crisi non durerà a lungo ma serve l'intervento dello Stato».

Poi ha lanciato un monito al presidente americano: «Obama si rimbocchi le maniche e aiuti l'Europa perchè lo tsunami finanziario viene proprio dagli Usa». Il presidente del Consiglio ha sottolineato che a Londra è stato «avviato il lavoro sulla regolamentazione finanziaria che troverà intero compimento al G8 della Maddalena». Il premier ha insistito sul fatto che sono state smentite le previsioni pessimistiche della vigilia mentre il Cancelliere tedesco Merkel ha parlato di «compromesso storico a fronte di una crisi eccezionale». Obama ha detto che sono state prese «misure senza precedenti».

Anche il più scettico tra i leader, il presidente Sarkozy che aveva minacciato di andarsene qualora fossero stati raggiunti risultati modesti, ieri si è detto soddisfatto per l'esito del vertice. «È stata riformata profondamente l'organizzazione finanziaria internazionale e c'è l'impegno per un rafforzamento delle regole e della supervisione delle attività finanziarie» ha detto il Capo di Stato francese. I Grandi hanno anche deciso di stanziare mille miliardi di dollari per il Fondo monetario internazionale e le altre istituzioni internazionali e si sono impegnati a immettere 5mila miliardi di dollari nell'economia mondiale entro la fine del 2010. Inoltre il Fmi sarà affiancato da un nuovo Financial Stability Board, evoluzione del Financial Stability Forum, per assicurare la cooperazione e fornire un meccanismo di early warning per il sistema finanziario.

Fonte:http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/04/03/1009313-accordo_contro_crisi.shtml

mercoledì 11 marzo 2009

Obama: nel prossimo G20 si arrivi a un coordinamento mondiale anticrisi


Il presidente Usa chiede nuove regole per ridisegnare il sistema finanziario globale e dice no al protezionismo

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (a destra) con il segretario al Tesoro Timothy Geithner (Ap)
WASHINGTON (USA) - Azioni concertate in tutto il mondo, ma anche più regole: lo chiede il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ai Paesi del G20.

COORDINAMENTO MONDIALE - Il presidente Usa si dice certo che il prossimo G20 sulla crisi globale, che si terrà il 2 aprile a Londra, «avrà successo» e chiede che si arrivi a un «coordinamento mondiale» per regolamentare il sistema finanziario. Inoltre Obama invita tutti i Paesi a non seguire un modello protezionista. «Abbiamo due obiettivi in vista del G20» ha detto Obama, nel corso di un vertice alla Casa Bianca col segretario al Tesoro, Timothy Geithner. «Il primo - spiega - è di essere certi che si avvii un'azione coordinata a livello globale per far ripartire l'economia e il secondo è che si vada avanti nell'agenda sulle riforme per la regolamentazione del sistema finanziario». Riferendosi al meeting dei ministri finanziari in programma questo weekend a londra, Obama spiega che questo «sarà un meeting critico in un momento chiaramente critico per l'economia mondiale». Obama ha poi ribadito l'importanza che il mondo non cada nuovamente in «schemi protezionistici» perchè questa sarebbe la soluzione sbagliata alla crisi in atto.
«Stiamo agendo per stabilizzare il sistema finanziario, attraverso una serie di iniziative che abbiamo già preso e che continueremo a prendere in futuro per essere certi che il sistema finanziario sia solvibile e che le nostre banche siano forti» ha aggiunto Obama. «Uno degli argomenti che il segretario Geithner affronterà - ha detto ancora Obama - è come possiamo garantire che i mercati emergenti ed i Paesi in via di sviluppo, che possono essere colpiti molto duramente dalla crisi economica, possano rimanere stabili e continuare ad acquistare beni americani».
Fonte: www.corriere.it

11 marzo 2009

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