sabato 2 maggio 2009

Il lato oscuro dei social network,

Il lato oscuro dei social network: gli utenti di Twitter sono «infedeli»
di Gianni Rusconi

Con Facebook è uno dei luoghi della Rete più frequentati per gli adepti del social networking. Il servizio di microblogging nato tre anni fa e salito alla ribalta delle cronache in occasione della campagna presidenziale di Barak Obabma (che l'ha pubblicamente utilizzato, al pari di altre "celebrità" americane come Oprah Winfrey, Shaquille O'Neal e Britney Spears) è indicato da più parti come il sito Web dell'anno e questo grazie a un'escalation del numero di utenti davvero straordinaria. A febbraio, stando ai dati Nielsen Online, Twitter ha raggiunto quota sette milioni di visitatori unici rispetto ai 475mila dello stesso periodo del 2008 e stando alle previsioni del suo fondatore diventerà uno strumento di massa a livello globale fra cinque anni. Classico esempio di fenomeno del cyberspazio dunque, se non che ieri, la stessa Nielsen Online, ha pubblicato un report secondo cui oltre il 60% degli utenti del microblogging (naturalmente gratuito) ha smesso di farne uso un mese dopo l'iscrizione. La capacità di fidelizzare la propria audience, fattore molto importante per un sito di social network, non sembra quindi essere un punto di forza per Twitter, con tutti i possibili, e facilmente intuibili, effetti. Se due membri su tre abbandonano la community dopo poche settimane che futuro si può prospettare per la community stessa? Fino a quando i nuovi iscritti sosterranno la crescita del sito? E perché la possibilità di scambiarsi e leggere brevi messaggi (da 140 caratteri) on line su computer o dispositivi mobili costituisce per gli internauti del Web 2.0 un passatempo di cui disfarsi in fretta? A mettere in ombra la popolarità di Twitter arrivano inoltre i dati (sempre di Nielsen) relativi alle percentuali di "retention", di mantenimento, degli utenti di Facebook e MySpace, intorno in entrambi i casi al 70% di utenti. Raggiungere i 200 milioni di iscritti di Facebook è quindi pura utopia ma anche il sostenere una crescita stabile diventerà a detta degli esperti un serio problema per Twitter se non alzerà (e rapidamente) il livello di fedeltà della propria audience.

Un servizio utile anche per le aziende?
Una consolazione, non da poco per la verità, per Twitter arriva comunque da uno studio Gartner ("Four Ways in Which Enterprises are Using Twitter"), secondo cui i servizi di microblogging diverranno entro il 2011 una funzione standard per l'80% delle piattaforme di social software e, soprattutto, si dimostreranno funzionali per le attività di business. Appuntare in Rete brevi messaggi ad uso e consumo di altri utenti interessati a riceverli non è quindi visto dagli analisti come una perdita di tempo o un vezzo (magari estemporaneo) di incalliti navigatori del Web, ma anche un utile strumento di lavoro. Come? In quattro distinte modalità secondo Gartner. La prima, diretta, riguarda attività di marketing e pubbliche relazioni e contempla il fatto che i post su Twitter possono servire a comunicare risultati aziendali, link a notizie o a siti Web promozionali e per dare risposte (anonime però) a singoli utenti. La seconda, indiretta, fa riferimento alla possibilità per gli addetti aziendali di migliorare reputazione e immagine proprie o della realtà in cui lavorano mentre la terza prende in considerazione l'utilizzo interno della piattaforma, per comunicare attività, progetti o idee ad altri dipendenti dell'organizzazione (con tutti i rischi del caso, però, in termini di sicurezza dei dati). Infine la quarta modalità studiata da Gartner, quella della raccolta di informazioni sottoforma di dati relativi a ciò che utenti, concorrenti e altri soggetti dicono di un prodotto o di un'azienda. Twitter, in questo caso, va visto come uno strumento di marketing dal quale avere dei feedback molto rapidi su possibili nuove opportunità di business, prima che queste diventino di pubblico dominio. Sempre che l'audience sia adeguatamente fidelizzata.
Fonte:http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5155429306567441291
1 maggio 2009

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