martedì 10 febbraio 2009

Il ministro Alfano: «È morta di sentenza»

Eluana, attesi i primi esiti dell'autopsia Il pg di Trieste: nessuna notizia di reato.
L'incarico conferito all'anatomopatologo Moreschi.
Papà Beppino vede la figlia in obitorio. Sarà cremata

UDINE - Sono attesi i primi esiti dell'autopsia sul corpo di Eluana Englaro, deceduta lunedì alle 19,35 (secondo l'atto ufficiale di morte firmato dal direttore sanitario della clinica La Quiete, Stefano Santin) al quarto giorno senza alimentazione nella struttura friulana. «Faremo un'autopsia completa per non lasciare alcun dubbio - ha detto l'anatomopatologo, Carlo Moreschi, incaricato dell'esame dalla procura di Udine - e quindi ci vorranno tre-quattro ore». Il pm Biancardi fa sapere che disporrà «ulteriori accertamenti» solo se, dopo l'autopsia, dovesse sorgere «qualsivoglia dubbio» sulle cause della morte della donna. E la procura di Trieste, parlando di «decesso nella routine», ha spiegato attraverso il procuratore generale Beniamino Deidda di non avere al momento «notizia della commissione di alcun reato».
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L'ULTIMO SALUTO - La salma di Eluana è stata trasferita nel pomeriggio di martedì all'ospedale S.Maria della Misericordia dove si svolgerà l'autopsia, dopo che il padre Beppino - la madre è gravemente ammalata - l'ha vista per una decina di minuti per l'ultima volta. Sulla casa di cura "La Quiete" è tornato il silenzio: le forze dell'ordine hanno transennato la strada davanti all'ingresso. Raggiunto al telefono, il padre Beppino Englaro ha pronunciato pochissime parole. «Sto un po' meglio, grazie» ha detto, ma non ha voluto aggiungere altro. Dinanzi all'ingresso della casa di cura restano solo candele accese, cartelli e palloncini bianchi. Da Roma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto un pensiero a Eluana. «È un momento di dolore e turbamento nazionale» ha detto il capo dello Stato. ALFANO - Sulla vicenda non accenna a placarsi però la polemica politica. Secondo il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, Eluana «è morta di sentenza». «Se oggi - ha detto il Guardasigilli a "Ballarò" - tra il rammarico e la tristezza che ci avvolge ci chiediamo, e personalmente è una domanda che non mi abbandona da 25 ore, di che cosa è morta Eluana, non possiamo dire che sia morta nell'incidente stradale di cui è stata vittima nel '92 perchè a quell'incidente ha sopravvissuto per 17 anni; e non possiamo dire che sia morta di protocollo perché di protocolli non si muore, né alcun medico avrebbe potuto applicare a lei quel protocollo se non vi fosse stata specifica possibilità giuridica». Eluana, dunque, «è morta di sentenza».
«NESSUN FUNERALE. ELUANA CREMATA» - Quanto ai funerali della donna deceduta dopo un calvario lungo 17 anni, la curatrice speciale della Englaro, Franca Alessio, fa sapere che non ci sarà alcun funerale per Eluana ma solo una benedizione al cimitero di Paluzza, in provincia di Udine, dove verrà sepolta accanto al nonno Giobatta. La curatrice ha spiegato che la volontà del padre è quella di far cremare la figlia e, prima della sepoltura nel cimitero del paese di cui è originario, di farla benedire. Una funzione molto semplice in forma privatissima solo con i parenti e gli amici più cari.
L'ESAME AUTOPTICO - Tornando all'autopsia, l'incarico è stato conferito all'anatomopatologo Carlo Moreschi. Lo specialista è stato il consulente della procura che nei giorni scorsi ha seguito l'attuazione del protocollo per l'interruzione della nutrizione di Eluana; sempre su incarico del pm Biancardi ha verificato la corrispondenza fra quanto avveniva nella casa di riposo friulana e quanto previsto dal decreto della Corte di appello di Milano che autorizzava la sospensione di alimentazione e idratazione.
«VERGOGNOSO CHE QUALCUNO GETTI OMBRE» - Replicando alle affermazioni di chi ha sostenuto che ci sia stata qualche irregolarità proprio nell'applicazione del protocollo, la curatrice speciale di Eluana ha apostrofato come «vergognoso» il tentativo di «gettare ombra su questa drammatica vicenda».
ORDINE DEI MEDICI - L'Ordine dei medici di Udine ha avviato una procedura istruttoria nei riguardi dei medici che hanno assistito Eluana Englaro. Il presidente dello stesso Ordine, Luigi Conte, ha convocato per giovedì l'anestesista Amato De Monte spiegando che «si tratta di una procedura normale: ci è arrivata una segnalazione e siamo venuti a conoscenza della vicenda attraverso gli organi d'informazione». Poi la commissione disciplinare dell'Ordine valuterà se aprire una procedura: «È presto per esprimere qualunque valutazione o giudizio», ha detto Conte. «Oltre a De Monte saranno convocati tutti i componenti medici del gruppo che ha assistito Eluana Englaro». Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale ordine medici chirurghi e odontoiatri, sostiene che il caso Englaro è l'occasione per «riaprire nei nostri ordini e nella Federazione una riflessione rigorosa e aperta su un'etica forte per definire i contenuti professionali della moderna alleanza terapeutica fondata sull'autonomia e la responsabilità dei due soggetti - medici e pazienti - della relazione di cura».
«NON SONO PENTITA» - E all'indomani del decesso della Englaro, parla Ines Domenicali, presidente della casa di cura La Quiete. «Non sono assolutamente pentita di aver accolto Eluana perché penso di aver dato una risposta civile al dramma della famiglia Englaro» ha detto la Domenicali. Quanto agli esposti presentati in procura da diverse associazioni cattoliche, la dirigente della clinica udinese ha solo detto «che la giustizia farà il suo corso. Saranno le indagini - ha concluso - a chiarire tutto».
10 febbraio 2009
Fonte: http://www.corriere.it/

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